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Quali principi
L'esperienza delle nostre famiglie ci permette di affermare che, quando l'obiettivo da perseguire è la qualità della vita, è essenziale ispirarsi ai seguenti principi:
- gli "infelici" bambini disabili possono essere eccezionali promotori di una cultura in cui ogni persona ha pari dignità e in cui il ruolo di ognuno è integrato con quello degli altri;
- ogni disabile è una ricchezza, e può essere un'importante fonte di stimoli di arricchimento umano e morale, una risorsa per lo sviluppo sociale;
- i genitori conoscono i figli meglio di chiunque altro e vogliono per loro le migliori opportunità di sviluppo; essi sono una risorsa fondamentale per la crescita del figlio;
- il progetto di vita e il processo evolutivo del giovane disabile sono basati sulla centralità della famiglia e sulla sua partecipazione attiva;
- lo sviluppo ottimale del giovane disabile richiede fiducia nelle sue potenzialità e in quelle della famiglia.
La nostra esperienza ci permette di testimoniare che la famiglia, se sostenuta, ha risorse proprie per affrontare gravi difficoltà, e creare soluzioni che possono costituire un esempio per altre forme di aggregazione sociale.
Possiamo anzi affermare che la presenza di un disabile fornisce numerosi stimoli per un arricchimento umano e sociale, sia per la famiglia stessa sia per la comunità che la circonda.
Nonostante le difficoltà quotidiane e i gravi problemi che dobbiamo affrontare, la solidarietà delle altre famiglie, degli amici, dei volontari, questa "cultura del dono", ci fa spesso pensare di essere genitori fortunati.
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