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Libri





Mio figlio ha le ali
di Mauro Ossola ed altri autori, Erickson editore

Un bel titolo per un bellissimo libro.
Bellissimo non tanto per come è stato scritto ( gli autori sono semplici genitori, non scrittori professionisti: considerato questo è stato scritto benissimo !) ma per cosa tratta e per come lo tratta.
Si parla di handicap nella prima infanzia e nell’età evolutiva: otto storie di vita singolarmente simili nella loro diversità, otto percorsi di dolore e di speranza, mai di disperazione.
A dire il vero c’è anche la disperazione, il sentirsi impotenti a modificare la realtà: ma è solo lo sconforto di un attimo, subito insorge la determinazione, la rabbia, la volontà di modificare anche l’impossibile (e qualche volta ci riescono, questi pazzi genitori !) .
Storie di percorsi “singolarmente simili”: le battaglie contro l’ipocrisia e l’incomprensione (dei burocrati, dei professionisti e di mille altre categorie), le mille sconfitte e le dieci vittorie, la speranza che cresce vigorosa ma che può sfiorire in un attimo, la sanità, la scuola, la società (civile ?), il mondo com’è e come potrebbe essere.
Un libro da leggere per almeno tre buoni motivi:
1) per capire cosa significa davvero sentirsi sulle spalle un peso terribile ( non è il peso della disabilità ma quello dell’handicap, non la causa ma il suo “risultato sociale”) che durerà tutta la vita
2) per imparare a trarre serenità dalla disperazione, forza dalla debolezza, speranza e determinazione dalla sfortuna e dalle avversità
3) per credere che “si può fare sempre qualcosa”, qualcosa di utile. Forse poco come persone singole, molto di più come associazioni. E che non si è mai soli. Basta non volerlo essere.


Giorgio Genta (uno degli “altri autori”, certo il minore) per ABC Federazione Italiana



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